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	<title>ARRANGIANDO.it &#187; Guide</title>
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	<description>Il blog del produttore musicale</description>
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		<title>Aumentare l&#8217;impatto della cassa con bx_boom! in 3 passi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[brainworx]]></category>
		<category><![CDATA[bx_boom!]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno degli obiettivi primari per un produttore che ha a che fare con una batteria elettronica e non solo, è quello di aumentare l&#8217;impatto della cassa: ci sono un’infinità di rimedi adatti all’evenienza, che hanno a che fare primariamente con l’uso corretto di equalizzatore e compressore.
Una soluzione intelligente è stata però fornita da Brainworx e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arrangiando.it/wp-content/uploads/2010/03/bx_boom.png" alt="" title="bx_boom!" width="175" height="119" class="alignleft size-full wp-image-436" />Uno degli obiettivi primari per un produttore che ha a che fare con una batteria elettronica e non solo, è quello di <strong>aumentare l&#8217;impatto della cassa</strong>: ci sono un’infinità di rimedi adatti all’evenienza, che hanno a che fare primariamente con l’uso corretto di equalizzatore e compressore.</p>
<p>Una soluzione intelligente è stata però fornita da <a href="http://www.brainworx.com">Brainworx</a> e dal suo semplice quanto efficace plugin <strong>bx_boom!</strong>, che permette di dare forza alla cassa, sia che si presenti sola, che all’interno di un loop di batteria stereo.<br />
<span id="more-437"></span><br />
L’interfaccia <strong>minimal</strong> di bx_boom! racchiude l’essenza del suo funzionamento, con due soli parametri da controllare. Eccovi un estratto dai suggerimenti forniti da Brainworx sull’utilizzo del plugin:</p>
<ul>
<li>Inserisci bx_boom! in un qualsiasi canale stereo del master, in un loop di batteria o in un gruppo di casse;</li>
<li>Usa la manopola bass drum per incrementare (gira a destra) o diminuire (gira a sinistra) l’impatto della cassa;</li>
<li>Usa l’immagine del pedale per selezionare la frequenza sulla quale deve lavorare il plugin (LO: 32 Hz, MID: 48 Hz, HI:64 Hz).</li>
</ul>
<p>Strano a dirsi, ma con questi tre passi il gioco è sostanzialmente fatto; l’unico consiglio che mi sento di darvi, controcorrente rispetto ai suggerimenti di Brainworx appena riportati, è quello di utilizzare bx_boom! all’interno di un mix finito o di un loop solo quando non ci sono alternative, perché potrebbe andare ad intaccare il lavoro di altri strumenti presenti nello stesso canale.</p>
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		<title>Come utilizzare plugin a 32 bit su sistemi a 64 bit</title>
		<link>http://www.arrangiando.it/2010/02/20/come-utilizzare-plugin-a-32-bit-su-sistemi-a-64-bit/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 07:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[32 bit]]></category>
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		<category><![CDATA[jbridge]]></category>
		<category><![CDATA[steinberg]]></category>
		<category><![CDATA[vst bridge]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’avvento di Windows 7, l’ingresso nel mercato dei computer delle piattaforme a 64 bit si sta facendo sempre più intenso; d’altronde, la possibilità di oltrepassare la barriera dei 3 GB di RAM, il limite imposto dai vecchi sistemi a 32 bit, fa ormai gola a molti.
Le maggiori case di produzione di prodotti professionali per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arrangiando.it/wp-content/uploads/2010/02/jbridge.jpg" alt="" title="jBridge" width="192" height="120" class="alignleft size-full wp-image-344" />Con l’avvento di Windows 7, l’ingresso nel mercato dei computer delle <strong>piattaforme a 64 bit</strong> si sta facendo sempre più intenso; d’altronde, la possibilità di oltrepassare la barriera dei 3 GB di RAM, il limite imposto dai vecchi sistemi a 32 bit, fa ormai gola a molti.</p>
<p>Le <strong>maggiori case di produzione</strong> di prodotti professionali per la musica sono corse ai ripari già da tempo: è ormai assodato, quindi, che i vari Cubase, Nuendo, Logic e altri siano pienamente compatibili con i nuovi sistemi a 64 bit, ed è risaputo che lo siano anche la maggior parte dei plugin prodotti da pezzi grossi come Spectrasonics, Native Instruments e altri ancora.<br />
<span id="more-345"></span><br />
Il dilemma risiede nel fatto che alcune aziende meno blasonate, produttrici comunque di plugin molto validi, <strong>temporeggiano</strong> sul passaggio: insieme a loro temporeggiano anche molti arrangiatori/produttori, che evitano il salto da 32 bit a 64 bit per paura di non poter più utilizzare i loro plugin preferiti.</p>
<p>È questa una paura infondata? Come è possibile <strong>utilizzare plugin a 32 bit in sistemi a 64 bit</strong>?</p>
<p>Una prima soluzione è stata proposta con tempismo da Steinberg, che ha equipaggiato i suoi sequencer con la tecnologia VST Bridge, che consentirebbe di usare plugin a 32 bit su software a 64 bit.</p>
<p>Usiamo il condizionale perché da <a href="http://www.cubase.net/phpbb2/viewtopic.php?t=121917">alcuni sondaggi</a> è emerso che molti sono risultati scontenti del prodotto offerto dall’azienda tedesca, che consentirebbe una compatibilità talmente bassa da rivelarsi quasi inutile.</p>
<p>Un’alternativa che sta ricevendo invece grossi consensi, e che sembra aver risolto quasi al 100% il problema della compatibilità, è <strong>jBridge</strong>, un piccolo applicativo sviluppato da un giovane che, con pazienza e dedizione, e mirando a risolvere quello che in origine era soltanto un suo problema, ha risolto un grattacapo che stava facendo impazzire molti.</p>
<p>Il funzionamento di jBridge, compatibile solo con Windows per il momento e in vendita al prezzo irrisorio di <a href="http://jstuff.wordpress.com/jbridge/">14,99 euro</a>, è <strong>molto semplice</strong>: si indica la cartella che contiene i VST a 32 bit, e il programma, dopo averli “convertiti” a 64 bit, li inserisce in una cartella di destinazione che dovrà poi essere aggiunta al sequencer nell’elenco delle altre che contengono plugin.</p>
<p>Per ogni plugin convertito aperto nel sequencer, nel sistema appare una nuova istanza di jBridge, che funziona quindi da host; anche se saltuariamente sembrano verificarsi dei crash, in particolar modo quando si crea o si chiude una finestra contenente un plugin, il programma sembra essere <strong>notevolmente affidabile</strong>.</p>
<p>È curioso notare come Steinberg stessa promuova l’utilizzo di jBridge in caso di problemi con VST Bridge, che secondo alcune voci di corridoio potrebbe comunque ricevere a breve <strong>alcuni fix importanti</strong>: un’operazione da compiere necessariamente, aggiungiamo noi, visto che una funzione così importante non può venir meno in software come Cubase e Nuendo che arrivano a costare anche diverse centinaia di euro nelle loro versioni più complete.</p>
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		<title>Monitor da studio, quello che c&#8217;è da sapere sui diffusori audio per l&#8217;home recording</title>
		<link>http://www.arrangiando.it/2010/02/16/monitor-da-studio-quello-che-ce-da-sapere-sui-diffusori-audio-per-lhome-recording/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 07:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[home recording]]></category>
		<category><![CDATA[home studio]]></category>
		<category><![CDATA[monitor da studio]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle scelte più delicate per quanto riguarda la costruzione e l’allestimento di un Home Studio è quella relativa ai diffusori audio, che in gergo tecnico vengono chiamati monitor da studio.
Al contrario degli impianti audio tradizionali, che “colorano” il suono alla loro maniera a seconda delle caratteristiche fornite dai costruttori, i monitor sono progettati per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arrangiando.it/wp-content/uploads/2010/02/adam_a5.jpg" alt="" title="Adam A5" width="204" height="181" class="alignleft size-full wp-image-322" />Una delle scelte più delicate per quanto riguarda la costruzione e l’allestimento di un Home Studio è quella relativa ai diffusori audio, che in gergo tecnico vengono chiamati <strong>monitor da studio</strong>.</p>
<p>Al contrario degli impianti audio tradizionali, che “colorano” il suono alla loro maniera a seconda delle caratteristiche fornite dai costruttori, i monitor sono progettati per dare una risposta in frequenza più “piatta” possibile, ovvero devono cercare di riprodurre i suoni <strong>fedelmente</strong>, senza aggiungere e togliere nulla in termini di volumi ed equalizzazione.<br />
<span id="more-321"></span><br />
Questo è ragionevole, perché il produttore musicale o il fonico, che deve costantemente lavorare sul suono e sulle frequenze, basando la sua attività su segnali già alterati potrebbe commettere degli errori notevoli in fase di produzione e mixaggio.</p>
<p>I monitor da studio si dividono, inoltre, in <strong>attivi</strong> e <strong>passivi</strong>: qual è la differenza tra i due? Sostanzialmente, i monitor attivi sono dotati di amplificazione, mentre i passivi no: questo sta a significare che questi ultimi, per funzionare, hanno bisogno necessariamente di un amplificatore esterno che si adatti il più possibile alle caratteristiche dei diffusori.</p>
<p>Quali scegliere tra i due? Ognuno procede a seconda delle proprie <strong>esigenze</strong> e desideri: chi non vuole spendere troppo tempo e soldi nella ricerca di amplificazioni aggiuntive, sceglierà i monitor attivi, che, proprio per un motivo pratico, sono da qualche tempo a questa parte i più amati per chi fa home recording, e di conseguenza i più venduti.</p>
<p>Un fattore che gioca un ruolo fondamentale dopo l’acquisto è la <strong>disposizione</strong> dei monitor, che dovrebbero essere posizionati in modo da formare, insieme alla testa dell’ascoltatore, i vertici di un triangolo equilatero; dovrebbero inoltre essere orientati verso le orecchie attraverso delle basette incluse, in genere, nelle confezioni.</p>
<p>È una pessima idea, quindi, quella di posizionare i monitor a terra, troppo in alto, o in qualsiasi altra disposizione non regolare e armonica: questo, oltre a compromettere un buon ascolto, influirebbe negativamente sulla <strong>resa stereofonica</strong>, rendendo difficoltoso l’ottenimento di un mix ben bilanciato. </p>
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		<title>Cubase vs Nuendo, quale scegliere?</title>
		<link>http://www.arrangiando.it/2010/02/12/cubase-vs-nuendo-quale-scegliere/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 07:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I prodotti Steinberg sono tra i più apprezzati in campo musicale, in particolar modo i due sequencer da anni sulla cresta dell’onda: Cubase e Nuendo.
Molti si domandano, legittimamente, quali siano le differenze tra i due e quando è più conveniente l’acquisto dell’uno piuttosto che dell’altro.

Iniziamo prendendo in esame una cosa fondamentale che Cubase e Nuendo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arrangiando.it/wp-content/uploads/2010/03/steinberg_logo.jpg" alt="" title="Steinberg Logo" width="235" height="53" class="alignleft size-full wp-image-464" />I prodotti <a href="http://www.steinberg.net">Steinberg</a> sono tra i più apprezzati in campo musicale, in particolar modo i due sequencer da anni sulla cresta dell’onda: <strong>Cubase</strong> e <strong>Nuendo</strong>.</p>
<p>Molti si domandano, legittimamente, quali siano le <strong>differenze</strong> tra i due e quando è più conveniente l’acquisto dell’uno piuttosto che dell’altro.<br />
<span id="more-289"></span><br />
Iniziamo prendendo in esame una cosa fondamentale che Cubase e Nuendo, da qualche tempo a questa parte, hanno in comune: il <strong>motore audio</strong>. Questa analogia sta a significare che aprendo uno stesso progetto con i due software, e facendo un export, il risultato ottenuto sarà identico: non ci sono quindi, differenze rispetto alla qualità sonora dei brani prodotti con i due programmi.</p>
<p>Strano a dirsi, ma il divario più grande tra i due sembra quindi essere rappresentato dal prezzo: Nuendo costa infatti tre volte tanto rispetto a Cubase. Perché?</p>
<p>Perché Nuendo ha sostanzialmente delle caratteristiche per la <strong>postproduzione</strong> che Cubase non ha: tra queste figurano la possibilità di lavorare in multicanale e dozzine di funzioni utili per accompagnare l’audio con materiale multimediale e video.</p>
<p>È da sfatare, quindi, il mito secondo cui Nuendo sia migliore di Cubase: sono fondamentalmente stati concepiti per <strong>scopi diversi</strong>. Ragion per cui nell’ultima versione di Nuendo non sono stati inseriti i virtual instruments presenti, invece, in Cubase, che devono essere acquistati separatamente in un Expansion Kit.</p>
<p>Alla fine di questa breve disamina, possiamo quindi affermare che Cubase è finalizzato alla composizione e alla produzione musicale, mentre Nuendo è più orientato verso la postproduzione audio abbinata a contenuti multimediali e video.</p>
<p>Quale dovrebbe essere, quindi, la scelta del produttore musicale? Allo stato attuale delle cose, ovviamente, <strong>Cubase</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Home Studio, elementi di base per uno studio di registrazione casalingo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 07:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[home recording]]></category>
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		<category><![CDATA[studio di registrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La presenza di un Home Studio è di fondamentale importanza nella vita di un produttore musicale: nessun professionista, infatti, si reca con cantante e strumentisti nello studio di registrazione senza aver prima realizzato una demo tra le mura domestiche.
Non è necessario avere strumentazioni costose, per le preproduzioni sono sufficienti un buon PC, una buona scheda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arrangiando.it/wp-content/uploads/2010/01/home_recording.jpg" alt="" title="Home Recording" width="253" height="195" class="alignleft size-full wp-image-155" />La presenza di un <strong>Home Studio</strong> è di fondamentale importanza nella vita di un produttore musicale: nessun professionista, infatti, si reca con cantante e strumentisti nello studio di registrazione senza aver prima realizzato una demo tra le mura domestiche.</p>
<p>Non è necessario avere strumentazioni costose, per le preproduzioni sono sufficienti un buon PC, una buona scheda audio affiancata a dei monitor dignitosi, un microfono a condensatore con preamplificatore, una tastiera MIDI, e tanti, tanti strumenti ed effetti virtuali.<br />
<span id="more-232"></span><br />
Il <strong>computer</strong> è la macchina che deve gestire tutte le nostre idee: sarebbe buono puntare su uno che abbia almeno 4 GB di memoria RAM, utili per sopportare il carico di strumenti ed effetti.</p>
<p>La <strong>scheda audio</strong> è un altro punto cardine: c’è molta scelta sul mercato, ma le più affidabili e a buon prezzo sembrano essere le <a href="http://www.m-audio.com">M-Audio</a>. Vari sono i modelli disponibili, che si differenziano per lo più per la quantità di connessioni disponibili e per l’interfaccia (PCI, USB e Firewire).</p>
<p>Un’altra scelta da fare è quella relativa ai <strong>monitor</strong>, ossia gli altoparlanti, che si distinguono in attivi e passivi: i primi hanno la propria amplificazione, mentre i secondi necessitano di una esterna. Anche in questo caso c’è ampia scelta, e possiamo confermare che superati i 300 euro circa si inizia ad acquistare qualcosa di buono.</p>
<p>L’accoppiata <strong>microfono-preamplificatore</strong> è anch’essa da scegliere con cura: anche in questo caso non è particolarmente complicato, però, andare sul sicuro. Il microfono <a href="http://www.rodemic.com/microphone.php?product=NT2-A">RODE NT2a</a>, in listino a circa 299 euro, è infatti da anni uno dei più utilizzati per qualità e prestazioni, mentre tra i preamplificatori i <a href="http://www.behringer.com/EN/">Behringer</a> sono ottimi per ogni evenienza.</p>
<p>L’ultima scelta strettamente necessaria è relativa alla <strong>tastiera</strong>: deve essere dotata di uscita <strong>MIDI</strong>, e non importa se sia grande o piccola. L’importante è che sia funzionale rispetto alle vostre necessità.</p>
<p>In poche battute abbiamo preso in esame il materiale indispensabile per allestire uno studio di registrazione casalingo per l’home recording: prossimamente approfondiremo la conoscenza di ogni componente che abbiamo menzionato in questo articolo.</p>
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